OTOPLASTICA

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Otoplastica

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L’otoplastica prevede la correzione di alcuni difetti del padiglione auricolare, tra cui il comune problema chiamato delle “orecchie a sventola”. È un intervento rapido e minimamente invasivo, consigliato quindi anche a bambini di età prescolare, onde evitare le canzonature e le prese in giro che possono minare la formazione dell’autostima.

Approfondimenti: Otoplastica


OTOPLASTICA: CORREGGERE LE ORECCHIE A VENTOLA
CON LA CHIRURGIA DOLCE

 

Tecnica soft, anestesia locale, interventi in day hospital: oggi l’otoplastica, grazie anche all’impiego del laser, si fa meno traumatica tanto da essere applicata senza riserve anche a bambini in età prescolare. Tutto quello che c’é da sapere sull’intervento che modifica i difetti estetici delle orecchie, spesso causa di complessi e derisioni.

 

Su questo non ci sono dubbi: con le orecchie a ventola si nasce. Questa particolare forma dell’orecchio é da attribuire ad una malformazione della cartilagine che, non piegandosi formando una sorta di conca, rimane dritta e piatta. Il difetto non é soltanto congenito ma anche ereditario: per averne prova basti osservare l’incidenza di soggetti con orecchie di questo tipo nello stesso ambito famigliare. Il problema delle orecchie a ventola resta comunque confinato al solo piano estetico dato che non interferisce in alcuna maniera con la funzionalità dell’organo uditivo. Sul piano dell’immagine, invece, la malformazione del padiglione auricolare può creare anche dei complessi ed in ogni caso costituisce una “stonatura” all’armonia e alla bellezza del viso.  I disagi non sono inoltre proporzionali all’età: anche un bambino di pochi anni può “vergognarsi” delle proprie orecchie, magari perché canzonato con insistenza dai propri coetanei. La correzione chirurgica delle orecchie, che fino a qualche anno fa richiedeva il ricovero ospedaliero ed una lunga convalescenza, é diventata ora una questione di pochi attimi. “L’otoplastica a mezzo laser - riferisce il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica a Padova - si realizza adesso in day hospital, consentendo il ritorno alle mura domestiche poche ore dopo l’intervento. Un vantaggio per il paziente, soprattutto se in tenera età, che non dovrà sopportare - dal punto di vista pratico ma anche psicologico - il peso di una degenza fuori casa e di un post-operatorio un tempo piuttosto doloroso.”

ATTENZIONE
Il termine corretto é orecchie a ventola (e non “a sventola”, come comunemente si usa dire). L’appellativo risulta comunque una formalità: il problema rimane tale, in qualsiasi modo lo si voglia chiamare. A meno che, ovviamente, non si ricorra alla chirurgia estetica.

UN DIFETTO MONO- O BILATERALE
Non é detto che la forma a ventola interessi entrambe le orecchie: in alcuni casi é solo una la parte da correggere. La correzione chirurgica può riguardare inoltre una vistosa asimmetria oppure la ricostruzione dell’antelice, il margine ripiegato dell’orecchio, inesistente nel 70% dei casi di orecchie a ventola. I risultati di un’otoplastica risultano ancor più apprezzabili dall’assenza di cicatrici visibili: essendo sulla piega retroauricolare, non risulteranno affatto evidenti.

POSSONO CREARE COMPLESSI
Sul faccino di un bimbo due orecchie a ventola possono conferirgli un’aria vispa e simpatica. Con la crescita però questo inestetismo può comportare problemi di natura estetica e psicologica. Le più imbarazzate dalle orecchie a ventola sono comprensibilmente le donne anche se agli uomini il problema risulta più evidente e difficile da nascondere (a meno che non si facciano crescere i capelli!). Nascondere il problema non significa però eliminarlo. Sottoponendosi ad un intervento chirurgico é possibile in pochi minuti ridare una forma più armoniosa alle proprie orecchie.

LIBERI DI ACCONCIARSI COME SI VUOLE
Le donne che hanno orecchie a ventola tendono a nasconderle con i capelli, giocando d’astuzia. Escamotage di relativo successo in quanto l’inestetismo in questione non é propriamente facile da celare alla vista altrui. Resta poi il fatto che chi presenta tale problema é costretto a scartare determinate acconciature (come coda di cavallo, trecce o chignon) o determinati accessori (come cerchietti e fermagli). Per l’uomo addirittura le cose si fanno più complicate, soprattutto se é alle prese con la calvizie che, nei primi stadi, mette a nudo proprio la regione fronto-temporale, lasciando scoperte quindi anche le orecchie.

QUANDO E’ PREFERIBILE SOTTOPORSI ALL’INTERVENTO
Qual é l’età giusta per sottoporsi alla plastica delle orecchie? L’otoplastica é accessibile anche ai bambini di 5-6 anni: dopo quest’età, infatti, le orecchie non subiscono rilevanti modificazioni e nel contempo si possono prevenire quei comprensibili complessi legati ad un inestetismo che invita facilmente a scherzi e freddure.  Sulla questione sono concordi anche gli psicologi: meglio intervenire in età pre-scolare non solo per migliorare l’estetica ma anche pere non incrinare l’immagine di sé. Prima si esegue l’otoplastica insomma meglio é: agendo in tempo si possono evitare anni di inutili scontenti ed imbarazzi.

ANESTESIA LOCALE & LASER
Sono questi i due importanti apporti che rendono possibile l’intervento in day hospital. La pratica anestesiologia, che consiste in un’anestesia locale accompagnata da sedazione, é la procedura ideale per un paziente di chirurgia estetica in quanto consente una pronta ripresa post-operatoria ed evita i possibili effetti collaterali di un’anestesia totale. “Durante la somministrazione - precisa il dottor Carlo Alberto Pallaoro - vengono utilizzate inoltre particolari sostanze vasocostrittrici in grado di ridurre al minimo il sanguinamento.” Ma a ridurre la fuoriuscita di sangue ed il rischio di emorragia ci pensa anche il laser ad anidride carbonica pulsato, un sofisticato strumento a luce intermittente che provvede istantaneamente alla coaugulazione dei tessuti. Questo particolare raggio svolge anche un’efficace azione di fototermolise selettiva: colpisce cioé solo il punto stabilito dal chirurgo, senza estendersi ai tessuti circostanti. Il risultato é che la guarigione avviene in maniera spontanea nell’arco di pochi giorni annullando l’eventualità di processi infiammatori o di danni termici.

COSA SAPERE PRIMA DELL’OPERAZIONE
L’otoplastica a mezzo laser é un intervento di estrema semplicità, privo di controindicazioni e di particolari accorgimenti pre-operatori. Trattandosi comunque pur sempre di un intervento chirurgico, l’operazione richiede la presentazione di alcune indagini cliniche comuni a tutti gli interventi di chirurgia estetica (tra cui l’esame del sangue, delle urine e l’elettrocardiogramma). All’intervento ci si dovrà presentare quindi in buono stato di salute, avvisando il chirurgo e l’anestesista se si sta seguendo una cura farmacologica o se nelle ultime tre settimane si ha avuto qualche disturbo come ad esempio una semplice influenza. Un’altra precauzione é di evitare per quanto possibile il ricorso al fumo e agli alcolici: possono causare un aumento della pressione ed interferire tra l’altro con il processo di guarigione.

COME SI INTERVIENE
Incidendo il solco retroauricolare e modificando la cartilagine sia nella forma che nelle dimensioni (asportando eventualmente una sezione di cute). Se é necessaria la ricostruzione della “tubulatura” che rifinisce l’orecchio, ovvero dell’antelice, si ripiega la cartilagine con alcuni punti di sutura. La procedura richiede una ventina di minuti per orecchio e la medicazione consiste nell’applicazione di un cerotto chirurgico e di un bendaggio elastico, utile per comprimere per i primi giorni i padiglioni auricolari. I punti vengono rimossi in ottava giornata: le orecchie potranno presentare ancora un leggero gonfiore e in questo caso alcune sedute di linfodrenaggio manuale potranno servire ad accelerare il riassorbimento delle ecchimosi.

I SUGGERIMENTI DEL CHIRURGO PER UNA BUONA GUARIGIONE
Dopo un intervento di otoplastica il ritorno al sociale avviene dopo sette/dieci giorni. Per non compromettere o non rallentare la normalizzazione dei tessuti operati é bene rispettare questi semplici accorgimenti suggeriti dal dottor Carlo Alberto Pallaoro:

  • Evitare l’esposizione solare per almeno i primi 20 giorni.
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  • Indossare nei primi giorni capi che si infilano dalle braccia così da non dover sottoporre le orecchie a sfregamenti.
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  • Non praticare, fino alla completa guarigione, sport o attività che possano esporre le orecchie a traumi.
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  • Se si fa uso di occhiali, indossarli per periodi limitati durante la giornata (l’avvertenza é valida solo per i primi dieci giorni).
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  • La correzione chirurgica delle orecchie a ventola é definitiva e non necessita di ulteriori ritocchi o di periodiche visite di controllo.

 

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